5 Jan

Lady Alessandra

Dark StarALESSANDRA:
La musica scorreva fluida.
Accovacciata sul divano, scalza e in pantaloncini corti, guardavo fuori della finestra. Era una bella serata di settembre, il cielo era luminoso, cosparso di stelle; la luna era perfettamente visibile. Una brezza leggera recava con sé il profumo del bosco. La chitarra di Jerry Garcia disegnava arabeschi, accarezzava l’anima; poi tutto il gruppo si univa a lui e “Dark Star” si trasformava in un sortilegio, un viaggio magico che mi incantava e mi faceva sognare. I ricordi del passato emergevano vividi, e il forte senso di malinconia che essi portavano in dono veniva stemperato dalla sublime bellezza di quei suoni.
Chiusi gli occhi, lasciandomi trasportare lontano. Vidi una bambina felice che correva incontro al suo papà. Aveva sentito l’inconfondibile rumore della sua macchina ed era corsa fuori di casa per abbracciarlo. Era stato a Parigi per tre giorni, e la sua assenza le aveva pesato…

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